La malattia č un fascio convergente di cause, troveremo sempre un elemento di lesione strutturale che potrą essere una causa o
una conseguenza; mentre la lesione č uno squilibrio delle tensioni legamentose, muscolari o della fascia.
Esistono due tipi di lesione. La prima č la lesione traumatica, la seconda la lesione fisiologica. Entrambe possono essere
consecutive a uno o più traumi. La lesione traumatica è quando due
superfici articolari non possono più avere movimento l'una sull'altra. La lesione fisiologica è quando si ha un
movimento ridotto o assente da un lato e un movimento opposto normale.
Per le lesioni fisiologiche esiste una cronologia: la lesione può essere primaria e portare delle conseguenti lesioni
d'accomodamento (secondarie).
Per esempio il dolore può essere sulla spalla e sarà una lesione secondaria, dunque d'accomodamento e quindi la
lesione può essere a livello del sacro oppure a livello del ginocchio ecc. Dunque il nostro ruolo sarà di trovare
la lesione che ha causato questa sintomatologia.
La lesione secondaria può diventare anche primaria; per esempio se questa lesione ha creato altre lesioni consequenziali
a questa è praticamente la primaria in confronto a quelle successive. Correggere la lesione secondaria può aiutare
ma sarà sempre insufficiente per arrivare poi alla cura.
Importante è differenziare una lesione secondaria da una lesione di secondo grado. La lesione di secondo grado è
una lesione che è venuta a sovrapporsi ad una lesione già precedente.
Il nostro ruolo dunque consiste nel normalizzare le lesioni strutturali per aiutare l'organismo a poter lottare in modo migliore
e soprattutto a ritrovare l'omeostasi.
L'ideale sarebbe che il nostro ruolo sia preventivo e non solo curativo.
Per questo sarebbe importante intervenire sui neonati o sui bambini, perché col parto avvengo lesioni craniche ed
è ovvio che in questo caso siamo molto più efficienti, oltre alla prevenzione è molto importante anche
essere curativi.
Ora spiegheremo cosa succede quando un osso si articola con un altro osso.
L'osso può muoversi nell'interno dei limiti fisiologici in rapporto a un punto neutro.
Esempio: immaginiamo la testa come un osso che chiameremo A e il tronco un osso chiamato B; il punto neutro è quando
guardiamo davanti a noi. In rapporto al punto neutro l'osso A, può ruotare a destra, e a sinistra.
Immaginiamo di fare una rotazione a sinistra dell'osso A in rapporto all'osso B, si spinge la rotazione al massimo del limite
fisiologico (possibilità di movimento).E' importante sapere che la rotazione può spingersi oltre alla barriera
fisiologica, fino ad arrivare al contatto osseo (Barriera anatomica).
Chiamiamo barriera fisiologica i legamenti, i muscoli, le fasce; chiamiamo barriera anatomica l'osso, e chiamiamo punto di
salute il punto neutro.
Per i Terapisti Manuali i limiti si situano all'interno della barriera anatomica.
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