La Terapia Manuale, si basa essenzialmente su tre principi.
Il primo ed il più importante è l'olismo, ovvero l'unità totale dell'uomo, l'interdipendenza di tutti i
sistemi. Generalmente quando parliamo di uomo, tendiamo a citare solo alcune parti di esso, per esempio il piede, la colonna
vertebrale, etc etc; ed è così che è studiato, però quando parleremo del trattamento, esso sarà
inteso nella sua globalità.
Per esempio, quando ci si presenta un paziente con dolore alla spalla, dobbiamo avvicinarci ad esso tenendo presente che prima
di trattare il sintomo del dolore, si dovrà sottoporre il paziente ad un esame generale dell'uomo; immaginando delle
contratture muscolari o degli spasmi a livello del bacino, queste ritireranno la spalla verso il basso; in questo caso, tratteremo
la zona del bacino, visualizzando il gran dorsale, chiamata anche bretella del bacino, che va dalla cresta iliaca fino alla spalla.
E' inoltre possibile che il problema riscontrato al bacino sia secondario ad uno a livello del ginocchio o di un piede.
E pure molto importante, tenere presente di visionare la zona del trapezio, l'ossatura cervicale, occipitale e della scapola;
è inoltre essenziale se i problemi riscontrati alle spalle sono consequenziali a disturbi viscerali, come ad esempio,
problemi al fegato.
Bisogna sottolineare, che la spalla è un luogo di proiezione psicosomatica e che molto spesso i problemi di angoscia e stress, o di
vita pesanti possono essere presenti a livello di spalla e questo va tenuto in debito conto per la validità del trattamento.
E' molto importante avvicinarsi al paziente nella sua globalità, non tenere conto unicamente dei sintomi, essere molto attenti al
protocollo dei trattamenti, perché ogni individuo ha il suo trattamento particolare.
Passiamo ora al secondo Principio; l'omeostasi.
L'organismo è la sede di sistemi come quello cardiaco, digestivo, polmonare, circolatorio, nervoso ecc. Essi hanno ritmi di
funzionamento diversi tra di loro, il tasso ormonale è variabile a seconda del bisogno del cuore varia i suoi ritmi, l'organismo
dunque si crea un adattamento a seconda del bisogno.
L'Omeostasi è il giusto equilibrio fisiologico, un equilibrio dinamico; la salute è la capacità dell'organismo di
rispondere agli stimoli esterni. La malattia o la patologia è il disordine fisiologico e l'impossibilità di dare la giusta
risposta al suo stesso sistema.
Noi terapisti manuali non curiamo una malattia, il nostro ruolo consiste nel cercare di normalizzare e recuperare l'Omeostasi.
Il Terzo Principio: "La struttura determina la funzione e reciprocamente la funzione determina la struttura".
Per spiegare l'influenza della funzione sulla struttura si usano due definizioni: la prima è l'Ortogenesi e la seconda la
Filogenesi.
L'Ortogenesi è lo studio dell'individuo a partire dalla sua nascita, la Filogenesi è lo studio della specie umana
attraverso il tempo.
Si presume che l'uomo all'inizio fosse un quadrupede e dopo un bipede eretto fino ad arrivare all'homo Sapiens.
Diventato bipede per adattarsi a questa nuova situazione, dunque c'è stata la necessità di adattamento da parte delle
curve vertebrali, sono apparse le curve rachide secondarie, cioè la lordosi e la cifosi.
Ci sono due imperativi che sono l'orizzontalità della vista e la buona posizione dei canali semicircolare dell'orecchio interno.
Sul piano pratico è importante sapere che nell'inspirazione le curve vertebrali si raddrizzano mentre nell'espirazione si
accentuano, all'espirazione le spinose si allontanano dall'asse mentre nell'inspirazione si avvicinano all'asse.
Per il bipede c'è bisogno di avere all'inspirazione dei muscoli potenti e dunque non c'è il bisogno di avere a livello
delle coste posteriori l'imbricazione. (è il riavvicinamento dell'articolazione posteriore soprattutto a livello dorsale).
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